venerdì 14 giugno 2019

Correva l’anno 1986...


8 novembre 1986, il CIPI (Comitato Interministeriale per le Politiche Economiche), verificate e approvate le varie procedure seguite dalla Finmeccanica del Gruppo IRI, holding di Alfa Romeo, e dal Ministero delle Partecipazioni Statali, Ministro il democristiano Clelio Darida, conferma che la miglior proposta di acquisto è quella presentata dalla Fiat e non quella della Ford. Tutti plaudono alla soluzione nazionale meno i comunisti che, forti anche delle reazioni della Ford, ravvedono nell’operazione moltissimi seri dubbi e sicuri “benefici” di vario genere per la Fiat il cui presidente, Avv. Agnelli, dichiara soddisfatto, ma con molta arroganza, che “la Fiat ha acquisito una provincia debole”.....

E anche Angelo Tito Anselmi, noto appassionato e storico dell’auto esprime poco dopo la sua opinione, concisa e perfetta, con un omaggio all’amico Stefano d’Amico.

martedì 21 maggio 2019

46’ Targa Florio, maggio 1962...



L’arrivo vittorioso dell’Alfa Romeo Giulietta SZ di Vito Coco e Vincenzo Arena, 1 di Classe e 7 assoluti.

La stessa vettura al Museo Alfa Romeo con Nino Vaccarella nel 2016.


giovedì 9 maggio 2019

24 Ore di Les Mans, 17-18 giugno 1933. Trionfo Alfa Romeo


Rara foto di cambio pilota Tazio Nuvolari e Raymod Sommer nel corso della loro vittoriosa 24 Ore con l’Alfa 8C 2300 MM. Secondi assoluti si classificarono Luigi Chinetti e Philippe de Gunsburg con un’altra Alfa 8C seguiti dagli inglesi Brian Lewis e Tim Rose Richards sempre su Alfa 8C.



lunedì 6 maggio 2019

XV’ Targa Florio, aprile 1924

Queste due belle foto rappresentano le potenti Alfa Romeo RL TF che si sono classificate 2 e 4 assolute con Giulio Masetti, n.11 e Giuseppe Campari, n.33. Enzo Ferrari, già in piena attività “agitatrice” ed organizzativa, le espone orgoglioso, come traspare dalla foto 2, davanti il Palazzo Ducale di Modena. La TF n. 24 è quella di Antonio Ascari (ritirato). Le vetture sono appena rientrate dalla Sicilia, come si intuisce dai bagagli sui sedili. Nella foto 2 si riconoscono Bazzi, Ascari e Campari.





martedì 30 aprile 2019

“L’Ala d’Italia, aprile 1943”

Pubblicità del tempo. Una magnifica e insolita Berlinetta 6C 2300 Touring Superleggera ed eliche a passo variabile Alfa Romeo.



venerdì 12 aprile 2019

Libia.Tripoli ben 84 anni fa...

9 maggio 1935. Il R.A.C.i. ,Reale Automobile Club d’Italia, organizza il II Raduno Automobilistico del Nord Africa.

Con il Circuito del Mellaha, “la vertigine dei 200 all’ora”!



mercoledì 20 marzo 2019

La leggenda di Nuvolari

1935. Il grande Nuvolari consacrò il suo nome e la sua leggenda nella gara più esaltante non solo della carriera ma della storia.

La sua vittoria assoluta con la vecchia Alfa Romeo P3 sulle strapotenti Mercedes ed Auto Union fu strabiliante e da allora i tedeschi lo soprannominarono Der Teufel, il diavolo.

Notare la pubblicità dei pneumatici Englebert per Alfa Romeo all’interno del raro programma 1935 del Nurburgring.



mercoledì 6 marzo 2019

Quando c’erano i giganti ...

Rievocazione della storica corsa Parma-Poggio di Berceto; giugno 1977.

L’Alfa Romeo Tipo B P3 con Sala, detto il “Saletta”, ex meccanico di Fangio e motorista al reparto esperienze, un sorridente Enzo Ferrari e Camillo Marchetti, Direttore Relazioni Esterne Alfa Romeo.

giovedì 28 febbraio 2019

Quando Enzo Ferrari faceva il pilota...

Toscana, Circuito del Mugello, 1921. Enzo Ferrari su Alfa Romeo 20/30 ES Sport in derapata al passaggio della Casetta.


venerdì 22 febbraio 2019

All’inizio c’era l’Alfa...


Una rara e sconosciuta immagine che ritrae il Cav. Merosi, direttore progettazione, (alla guida) e l’ing. Faragiana sulla Grand Prix 1914, un “bolide” di 4500 cc che corse il Gran Premio di Brescia alla media straordinaria per l’epoca di ben 147,540 km/h!

giovedì 7 febbraio 2019

Storica pubblicità Alfa Romeo

RAPIDITAS, rivista illustrata delle riunioni sportive indette dall’Automobile Club di Sicilia (Vol. 9 * 1929-1930)

Pagina pubblicitaria Alfa Romeo


sabato 2 febbraio 2019

Jano, personaggi da ricordare

Vittorio Jano (San Giorgio Canavese 22 aprile 1891 - Torino 13 marzo 1965)
Era di origine ungherese ed è stato uno dei più importanti progettisti di auto della sua epoca. Dalla Fiat passò all’Alfa grazie alle manovre di Enzo Ferrari ed insieme crearono la leggenda dell’Alfa Romeo.

Forse l’ultima foto di Jano.

martedì 22 gennaio 2019

“Il Flobert”, di Enzo Ferrari. Edizione fuori commercio, 1976


(Copyright Enzo Ferrari)
Questo raro e curioso volumetto di Enzo Ferrari riporta le sue note ed osservazioni sui più noti giornalisti dell’epoca. Ecco un estratto su Alberto Bevilacqua, giornalista al Corriere della Sera, scrittore, romanziere, poeta, sceneggiatore, … Vincitore di vari premi.

“L’incontro con Bevilacqua è scaturito, per parte mia, da un impulso di comunione e simpatia per un suo articolo, “Abbasso il primo”, apparso sul Corriere della Sera. Un momento insolito, raro direi, di sintonia di pensiero …. ”Agli italiani risulta inviso il vincitore. Sono anticonvenzionali e distruttori al punto da essere indotti a parteggiare per il perdente”. Questa la tesi di Bevilacqua e, scavando nella psicologia italica, eccone le ragioni: gusto per la dissacrazione del privilegio, invidia, …. Tutto così terribilmente vero, gli scrissi, quantificando anche nella misura del cinquantuno per cento la formula ideale di capitalizzazione del successo … “
Enzo Ferrari   

lunedì 14 gennaio 2019

Così parlò Enzo Ferrari … quasi una profezia

(Estratto da “Le briglie del successo” di Enzo Ferrari, settima edizione 1970)

               
Ferrari e Luraghi
“…Fu un ritorno fugace, un breve incontro. Ho varcato i cancelli del Portello il 15 luglio 1964, ventiquattro anni dopo che ne ero definitivamente uscito. L’occasione era data dal mio desiderio di ringraziate il presidente Giuseppe Luraghi per avermi permesso, non essendomi stato concesso il circuito di Monza, di provare le mie vetture prima della corsa di Les Mans sulla nuova pista sperimentale che l’Alfa Romeo aveva appena finito di costruire a Balocco, vicino Vercelli.
Entrai nel vecchio cortile di via Gattamelata e, quasi tremando, mi guardai incontro. Poche cose erano cambiate. Sentii però un’aria più impersonale che annebbiò un poco la mia emozione. Luraghi, che avevo già conosciuto nel 1946 quando era direttore centrale alla Pirelli, fu con me quasi affettuoso. Non mi consentì di completare il ringraziamento, disse che era lieto di aver potuto fare per le mie macchine una piccola cosa dopo tutto quello che io avevo fatto per l’automobilismo italiano. …. Ricordammo il passato, parlammo di tante cose di ieri e di oggi. Sentii la delusione di questo uomo di antica tradizione democratica, di origini umanistiche. Sentii la sua amarezza nel vedersi prigioniero, lui così energico e volitivo, di realtà superiori. E quando uscii dalla mia cara e vecchia Alfa, pensai con amarezza che i programmi del suo presidente, che certamente tendevano a rinverdire i suoi allori, non soltanto sportivi, venivano rimandati a un vago futuro. Strano e contrariante destino degli uomini che restano fedeli alle idee. Destino che io ho dovuto più volte subire.

  Gli stabilimenti Alfa Romeo al Portello negli anni ‘30  

Gli anni passano rapidi: siamo nel 1969. Ho incontrato ancora il presidente Luraghi a Modena. …. La situazione era mutata dal nostro incontro al Portello. …. L’Alfa era tornata alle corse con la sezione Autodelta. Luraghi mi confermò che qualche mese prima l’avvocato Agnelli era stato da lui. Mi sovvenne l’antico progetto di una “Scuderia Italia” che risaliva al 1937, quando l’Alfa diceva “no” alle corse se non attraverso la Scuderia Ferrari. Allora, d’accordo con l’ingegner Ugo Gobbato, lo esposi al professor Valletta. Alla grande sfida germanica si poteva opporre una coalizione tutta italiana. Quell’idea sfumò risultando difficile una simile unione di interessi.
Ora tornava attuale ? Dall’incontro di Agnelli e Luraghi, come seppi, era nata infatti la proposta di partecipare insieme al rilevo della Ferrari, la quale avrebbe potuto così continuare i suoi programmi sportivi. Questa intesa Fiat-Alfa-Ferrari non si concretò …. Questi i principali fattori negativi di parte Alfa: gli oneri sorgenti da una attività che sarebbe risultata pubblicitariamente molto indiretta e il fatto di aver già avviato tecnico sportiva diretta con l’Autodelta.
Luraghi mi lasciò con una significativa stretta di mano. “Ferrari, concluse, il giorno in cui lei avesse a cessare i suoi rapporti con la Fiat, la mia società sarà onorata di legare a quello della Ferrari il suo nome”. …. La storia della Ferrari sarebbe potuta tornare alle origini ….. “ 

mercoledì 9 gennaio 2019

1939. Da Massaua ad Addis Abeba in Coloniale

1939. Da Massaua ad Addis Abeba in Coloniale


Più di 20 anni fa passai un intero pomeriggio in quella che un tempo era definita l'AOI, Africa Orientale Italiana.  Soltanto che invece di essere ad Asmara o Addis Abeba ero a Milano, vicino Piazza Cinque Giornate. Ero andato a trovare Gian Battista Guidotti, proprio lui, il compagno di Nuvolari nella mitica e vittoriosa Mille Miglia del 1930, quella dei fari spenti.

Ed ero con Bruno Bonini, uno dei sette famosi collaudatori dell'Alfa e discepolo appunto del Guidotti. I sette uomini d'oro li chiamavano. Loro non ci sono più, come non c'è più gente come loro, ma vive il ricordo suggestivo ed intenso di quel pomeriggio quando, forse spronato da qualche bicchierino di troppo di un buon marsala distribuito dalla Signora Guidotti, Gianbattista " partì " per l'Africa. Aprì un polveroso album di fotografie ingiallite e ... fummo anche noi in mare sulla motonave Umbria alla volta dell'Eritrea. Tappa a Bengasi, in Cirenaica, per giungere infine a Massaua e scaricare alcune 6C 2500 Coloniale destinate alle nostre truppe. I venti di guerra erano sempre più vicini ed impetuosi. Il Guidotti doveva collaudare alcune vetture e presentarle al Duca Amedeo D'Aosta, il Duca di ferro, Governatore dell'Africa Orientale Italiana e futuro eroe dell'Amba Alagi.

Da Massaua ad Asmara si passa per Dogali dove nel 1887 gli italiani del Col. De Cristoforis subirono una cocente sconfitta dalle truppe abissine di ras Alula e Guidotti raccontava che si fermarono con le quattro 2500 sulla storica collinetta per rendere omaggio a quei morti.  Alcuni dell'Alfa e vari notabili italiani partirono invece in treno con la più comoda "Littorina".

Raccontava che ad Asmara furono ricevuti dal direttore della locale sede Alfa Romeo e dai notabili della città  in uniforme. Fu un susseguirsi di inviti e magnifiche gite nei dintorni tra cui una davvero suggestiva con due Coloniali piene di ospiti e relative signore fino all'antico convento di Bizen in cima ad una montagna dove un monaco spiritato benedisse il gruppo italiano e il cibo al sacco che volle ovviamente "collaudare" anche lui.

Mai un problema per le incredibili vetture "tout terrain" che si spinsero fino al Lago Tana lungo guadi e mulattiere apparentemente impraticabili, ma non per le Alfa. L'intenzione era di raggiungere il Nilo Azzurro. Gli impegni del Duca D'Aosta e le impellenti necessità militari non consentirono però ulteriori avventure.

Ma com'era emozionante sentire ancora l'entusiasmo dei ricordi nella voce lenta ma scorrevole di quell'uomo, e l'amore per l'Alfa compagna anch'essa di un'intera vita ormai al tramonto, come quel sole africano che lo aveva accompagnato nel suo viaggio. Scorrevano i nomi dei villaggi e dei nostri coloni che avevano via via ospitato la brigata italiana. Cheren, Nafca,... il ristorante da Peppino con poche camere, telefono e telegrafo, e poi i magnifici agrumi di alcuni coloni siciliani, la ospitale famiglia Spampinato, con due giovani figliole bellissime, una si chiamava Rachele .... Quasi 80 anni fa. Dove siete Uomini d'Italia che avete sparso sudore e pianti in quelle terre lontane lasciando laggiù strade, case, scuole, ospedali, pozzi e acquedotti, campi coltivati...

Ci lasciammo e ce ne andammo commossi. In cuor nostro sapevamo che non ci saremmo più rivisti. Era già notte ed ebbi freddo. Una notte strana quella, sembrava voler afferrare anche il Bonini ....  Lo raggiunse invece a Spa, mentre guidava una GTA della Scuderia del Portello.

Triste fine nel 1940 anche per la Nave Umbria autoaffondatasi nel Mar Rosso, in Sudan, per non essere catturata da navi inglesi, giusto un giorno prima di arrivare a Massaua. Giace ancora lì a 40 metri; è diventata un monumento di corallo e nella sua stiva i subacquei possono vedere tra varie Fiat anche alcune 6C 2500 Coloniale mai arrivate a destinazione provando una struggente emozione nel far scorrere la mano sul cofano e scoprire il rosso ancora vivo del marchio Alfa Romeo mentre tutt'intorno si affollano curiosi centinaia di pesci colorati che gli fanno eterno onore.

That's All Folks


 di Stefano d'Amico